
Giusy Sardella ingegnere meccanico, ha lavorato nei circuiti automobilistici di tutto il mondo per l’azienda Bridgestone, destreggiandosi tra colleghi poco avvezzi ad avere a che fare con una donna, di pari grado o superiore. L’amore malfatto è il suo primo romanzo.

Editore: Fazi Editore
Data di uscita: 27 gennaio 2026
Pagine: 228
Prezzo: 18.00 €
A Petrara, paesino abruzzese all’ombra del Gran Sasso, la guerra sembra lontana e il 1943 è un anno come gli altri. Le famiglie cercano di mettere il pane in tavola e di avere un buon raccolto e anche i Marchiselli fanno lo stesso. Mentre padre, madre e figlio maggiore sono nei campi, Angela e Nino passano le loro giornate in casa, l’una perché storpia a causa della poliomielite avuta da bambina, l’altro perché ancora piccolo e affetto da una malattia misteriosa che lo costringe in casa. I due osservano il mondo dalla finestra ma un giorno Angela scorge Gaetano, che, nonostante le difficoltà, inizia a corteggiarla da lontano. Lei, che non ha mai conosciuto l’amore, si fida e scende in strada, ma lui si rivela diverso da quello che pensava e Angela resta profondamente ferita da quell’incontro. Il contatto fisico stabilitosi tra loro, però, cambierà per sempre la vita di entrambi, portando nel cuore di Angela e di Gaetano una passione che si scontrerà con la vergogna e il pudore, la colpa e il desiderio. Quando la guerra arriverà a Petrara, Nino per la prima volta scoprirà se stesso, e Angela, sempre più presa da un’ossessione che sembra consumarla, dovrà scegliere se continuare a guardare il mondo da una stanza o viverlo fino in fondo.

L’amore malfatto di Giusy Sardella è l’esordio letterario dell’autrice che ci regala una storia molto potente, cruda, violenta e reale. L’amore malfatto è un romanzo ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, immaginiamoci dunque atmosfere molto cupe e incerte, un senso di oppressione e pesantezza che è arrivato a contaminare anche un piccolo paese incastonato tra gli Appennini dominati dal Gran Sasso.
Le ambientazioni e il paesaggio circostante sono descritti da Giusy Sardella in modo molto vivido, la natura incontaminata di quei luoghi che detta ancora i ritmi alle vite delle persone appare come un vero e proprio personaggio, sempre presente e descritto in modo poetico nel dettaglio. L’autrice ci regala vere e proprie cartoline grazie alle quali è semplice e immediato visualizzare le ambientazioni, gli usi e i costumi, permettendoci d’immergerci e quasi toccare con mano un tempo lontano. Ho apprezzato tantissimo questo aspetto del romanzo, le descrizioni e la capacità di far arrivare luoghi e personaggi al lettore è un grande punto di forza dell’autrice e forse il fattore che ho apprezzato maggiormente.
Lo stile di scrittura di Giusy Scardella in generale mi è piaciuto, molto vivido e immediato, l’unico fattore che personalmente non ho apprezzato e ha reso a tratti ostica la lettura è l’utilizzo del dialetto nei dialoghi. Qui per me si apre un tema, se da una parte ho apprezzato questa scelta dell’autrice che ha reso ancor più vivida l’immersione nel suo romanzo purtroppo è prevalsa per me la difficoltà nella lettura. Non avendo mai sentito e masticato questo tipo di dialetto sono arrivata a saltare molti dialoghi, questo perché non riuscivo ad avere tutto chiaro, non mi è piaciuto non poter leggere fluidamente il testo.
L’autrice ci racconta di vite che potrebbero essere state reali, personaggi imperfetti con i loro dolori, afflizioni, sogni, sentimenti e pulsioni che emergono in modo estremamente veritiero dalle pagine di carta e inchiostro.
Angela, la protagonista, ha trent’anni e vive con la sorella Italia e il marito tiranno occupandosi della loro casa come una serva; Angela è stata colpita dalla poliomielite, porta con sé i segni di questa malattia che le ha lasciato una gamba offesa. Angela ha un rapporto difficile con il proprio corpo diverso, fragile, non comune, un corpo che è sicura non è degno di essere amato. Tra sogni e frustrazioni per la sua condizione, è molto legata al nipote Nino, anche lui diverso e imperfetto nel suo corpo ermafrodita, una “stranezza” da tener segreta e nascosta a ogni costo a detta del padre. Angela e Nino hanno un bel rapporto, condividono a loro modo il non essere perfetti, l’avere un corpo che specialmente per la società dell’epoca era considerato un problema.
Abbiamo poi Gaetano, o Malfatto, s’invaghisce morbosamente di Angela, attratto non dalla sua persona ma proprio dalla sua deformità; il suo è un amore malfatto che inizia a manifestarsi in una scena davvero disturbante, nella quale l’uomo costringe con la forza la protagonista a mostrargli la gamba offesa. Da quell’atto violento portato a termine per una stupida scommessa nasce dentro di lui una pulsione forte, oscura e inarrestabile che lo porta a essere forse l’unica speranza di Angela di poter vivere qualcosa di simile all’amore.
Conosciamo poi Bernardo e Italia; Bernardo è il tiranno che spadroneggia sulla sua famiglia, sulla sorella della moglie e che ha deciso di rinchiudere in casa Nino e farlo dimenticare da tutte le persone, impedendogli di vivere una vita, un’infanzia normale. Italia, la sorella di Angela, è l’emblema della sottomissione, piegata al volere del marito non ha spessore, personalità. Insieme sono l’immagine di ciò che all’epoca veniva considerata una famiglia tipo.
Sullo sondo dell’Amore Malfatto la guerra imperversa, miete vite e porta con sé distruzione, sconvolgendo e influenzando le esistenze dei protagonisti.


Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Fazi Editore per la copia omaggio